Patentino per saldatore: scegliere il corso giusto per avviarsi alla professione

Si definisce saldatura a dispetto di quanto si possa credere, la saldatura è una vera e propria professione specialistica, per esercitare la quale non è sufficiente aver fatto questo mestiere per tanti anni e, di conseguenza, proclamarsi abili ed esperti saldatori.

Oggi, per essere a tutti gli effetti un saldatore è indispensabile avere i titoli necessari e previsti dalle normative europee. Il possesso di un apposito patentino per i saldatori è divenuto obbligatorio a partire da luglio 2014, come stabilito dalle normative UNI EN ISO 9606 ed UNI EN 15614.

Vediamo, allora, di capire come ottenere il brevetto saldatore, quali scuole e che corsi è necessario frequentare, qual è l’impegno richiesto in termini di tempo e di denaro e quale esame bisogna sostenere, ovviamente con esito positivo.

Chi è il saldatore e cosa fa

Si definisce saldatura un tipo di giunzione che consente di unire in modo permanentemente parti solide metalliche tra loro inizialmente distinte, realizzando tra le stesse continuità di materiale.

Gli elementi saldati, a differenza di quelli chiodati, bullonati, graffati o realizzati con diversi altri tipi di giunzione, risultano monolitici: ovvero in corrispondenza delle giunzioni senza soluzione di continuità.

Per eseguire una saldatura è sempre necessario fornire una certa quantità di energia che, solitamente, viene somministrata ai giunti sotto forma di calore. Detto ciò la sorgente termica utilizzata può variare caso per caso e per le saldature possono essere impiegati strumenti di varia natura.

Viene definito saldatore quell’operaio specializzato che, sempre protetto da adeguate attrezzature che gli consentano di lavorare in sicurezza, provvede al taglio ed alla saldatura dei metalli. Gli ambiti in cui un saldatore si può trovare ad operare sono diversi, così come differenti sono i manufatti con cui un operaio di questo tipo si trova a dover lavorare.

Un saldatore, tendenzialmente, si occupa della fusione di materiali metallici, quali l’alluminio, l’acciaio, il rame, il nichel, il titanio, ecc… ed opera sfruttando il calore proveniente da un cannello di saldatura o da elettrodo. In realtà però c’è di più.

Un saldatore deve essere in grado di eseguire vari tipi di saldatura, scegliendo di volta in volta i mezzi ed i metodi più idonei. Esso, però, deve anche capire e saper leggere la documentazione tecnica e i disegni di progetto, così come deve saper predisporre adeguatamente i pezzi che andrà a saldare, pulendo le varie parti con utensili e apparecchi specifici e posizionando correttamente i pezzi prima di fissarli.

Infine, bisogna che sia capace di rifinire le superfici saldate, asportando eventuali sbavature, verificare la tenuta dell’unione e registrare i dati tecnici relativi al processo cdi saldatura che ha utilizzato. Tutto ciò senza scordarsi di aver cura degli impianti di saldatura che utilizza, eseguendone la manutenzione e controllando periodicamente che ogni cosa funzioni a dovere.

Una figura professionale di questo tipo può operare sia all’interno di aziende strutturate in reparti di produzione e/o assemblaggio, piuttosto che come lavoratore autonomo. Ad esempio, è possibile trovare dei saldatori all’interno di un cantiere edile, o in uno navale, ma anche in una carrozzeria, in una fabbrica metalmeccanica, ecc…

Saldatori elettrici e saldatori a fiamma

I saldatori si distinguono genericamente in due grandi gruppi: da un lato troviamo gli specialisti delle saldature elettriche e dall’altro i saldatori e tagliatori a fiamma.

Gli specialisti della saldatura elettrica operano solitamente in officina o in cantiere, utilizzando un’apposita saldatrice ad arco elettrico o a filo e un posizionatore a mig e tig. Questi si occupano di unire parti meccaniche che andranno poi a comporre il prodotto finito, come ad esempio l’assemblaggio di elementi in metallo che serviranno poi alla costruzione di macchinari, oppure in edilizia l’unione di parti costituenti una cancellata o di diversi pezzi una tubatura, ecc…

I cosiddetti saldatori e tagliatori a fiamma eseguono, invece, saldature impiegando cannelli a combustione controllata di gas, saldature e tagliando parti metalliche di vario spessore e di diverse dimensioni. Ad esempio, i saldatori a fiamma lavorano nelle carrozzerie operando sulle lamiere delle auto e molto spesso di servono anche di un tornio.

Quel che è certo è che, comunque, saldatori non ci si improvvisa! Per essere definiti tali e poter operare in questo campo è necessario un brevetto di saldatore, che si ottiene seguendo un apposito corso che consente poi l’accesso all’esame finale. Solo dopo il superamento di quest’ultimo si ottiene il “patentino di saldatore”.

Dato che, come abbiamo visto, le saldature vengono effettuate in ambiti lavorativi profondamente differenti gli uni dagli altri e possono venir realizzate con modalità tra loro ben diverse, non tutti i saldatori svolgono le medesime mansioni ed operano allo stesso modo e con gli stessi strumenti.

Per questa ragione anche i corsi sono differenti casi per caso, sia per durata che per tipologia. Vediamo, dunque, di capire brevemente cos’è un patentino saldatore come si ottiene, dove trovare scuole di saldatura, quante ore di lezione occorre frequentare ed in cosa consiste l’esame finale.

Patentino saldatore

Abbiamo già detto che per ottenere la qualifica ed il patentino di saldatore è necessario superare un esame, dopo aver seguito un corso specifico.

In cosa consiste questa prova? Quali competenze ed abilità deve dimostrare di possedere un saldatore per superare il test e godere a pieno titolo di idonea qualifica professionale?

Nella fase di qualificazione viene valutata I’effettiva abilità manuale del saldatore nel maneggiare l’elettrodo, la torcia o il cannello di saldatura ed ovviamente la sua capacità di ottenere una saldatura di qualità accettabile.

L’aspirante saldatore viene chiamato a svolgere una prova pratica di saldatura su una piastra o su tubo. Verrà chiesto all’esaminato di saldare secondo un certo criterio, ovvero seguendo una data WPS, che rispetti ben determinati spessori, modalità di saldatura, tipologie di giunti, ecc…

Una WPS (welding procedure specification, in italiano “specifica della procedura di saldatura”) è un documento che viene impiegato in officina per la fabbricazione saldata e rappresenta una linea guida obbligatoria che i saldatori devono saper leggere ed eseguire. Ecco perché è molto importante che un aspirante saldatore si presenti all’esame dimostrando di saper sia interpretare che stendere una WPS.

Chiaramente, il tutto avviene in presenza di un ispettore autorizzato che valuterà l’esito del lavoro compiuto, dopo aver sottoposto il “giunto saldato” a prove distruttive e/o non distruttive, a seconda della tipologia di saldatura che era stata richiesta. Se l’elemento supera i requisiti richiesti dalle varie normative UNI EN, viene rilasciato il patentino.

Attenzione perché il patentino di saldatore non dura per sempre: esso ha una validità limitata. Secondo la norma EN 9606-2, che regola l’alluminio e le sue leghe il patentino di saldatore ha una validità di due anni, mentre per la EN 9606-1, riguardante gli acciai, la validità è di tre anni. In entrambi i casi trascorso il periodo di tempo prestabilito è necessario procedere al rinnovo, sottoponendosi nuovamente alle medesime prove sostenute in fase di certificazione delle competenze, sempre alla presenza di un tecnico qualificato.

Infine, è bene tener presente che un patentino saldatore può anche venir annullato. Qualora un saldatore interrompa la propria attività lavorativa rimanendo inattivo per un periodo superiore a 6 mesi, l’ente certificatore può procedere all’effettivo annullamento del patentino.

Per tale ragione è sempre bene che datore di lavoro attesti la continuità lavorativa firmando periodicamente il patentino dei saldatori alle sue dipendenze.

A ciascuno il suo patentino

Attenzione: non esiste un patentino valido per tutti i processi di saldatura, pertanto ognuno dovrà richiedere il patentino giusto, quello di cui effettivamente necessita per svolgere la propria attività.

Ad ogni patentino è abbinata una WPS. Il tipo di patentino di saldatura viene determinato combinando alcune variabili essenziali, ovvero:

  • il procedimento di saldatura;
  • il tipo di prodotto (lamiera o tubo);
  • il tipo di giunto (testa a testa o d’angolo):
  • il gruppo di metallo base;
  • il metallo d’apporto della saldatura;
  • le dimensioni del pezzo (spessore e diametro esterno del tubo);
  • la posizione di saldatura;
  • i particolari di saldatura (sostegno, saldatura da un solo lato, saldatura da ambedue i lati, a strato unico, a strati multipli, saldatura a sinistra, saldatura a destra).

In particolare, la normativa ISO 857-1 definisce le varie tipologie di saldatura, in base al procedimento seguito, ovvero:

  • saldatura ad arco con elettrodi rivestiti
  • saldatura con filo elettrodo animato (senza gas protet.)
  • saldatura ad arco sommerso con un solo filo elettrodo
  • saldatura ad arco sommerso con filo elettrodo animato
  • saldatura in gas inerte con filo elettrodo fusibile (MIG)
  • saldatura in gas attivo con filo elettrodo fusibile (MAG)
  • saldatura in gas attivo con filo elettrodo animato
  • saldatura in gas inerte con elettrodo di tungsteno (TIG)
  • saldatura al plasma
  • saldatura ossiacetilenica

La normativa stabilisce che una prova di qualificazione come saldatore vale non solo per le esatte condizioni utilizzate nella prova d’esame, ma anche per la realizzazione di tutti quei giunti che sono ritenuti più facili da saldare.

Scuola di saldatura

Sono molte le scuole di saldatura presenti sul territorio nazionale, che si occupano di organizzare corsi di formazione al termine dei quali è possibile sostenere l’esame e ottenere il patentino di saldatore. A seconda di dove ci si trova si potrà optare per una scuola che sia vicina e comoda, scegliendo anche in base agli orari ed ai programmi che i vari istituti propongono.

L’importante è accertarsi che l’ente di formazione prescelto sia autorizzato ed abbia tutti i requisiti di legge necessari per poter esercitare e che i docenti che vi insegnano siano qualificati, competenti ed esperti, in grado di effettuare dimostrazioni pratiche e di far acquisire ai propri allievi la necessaria manualità per affrontare non solo l’esame per il patentino, ma anche il modo del lavoro.

Ovviamente, poi, vi sono centri più all’avanguardia con laboratori dotati di saldatrici di ultima generazione ed altri meno tecnologicamente avanzati, ma comunque validi.

In molte scuole è possibile adattare il programma dei corsi alle specifiche esigenze del singolo allievo. Prima di iscriversi ad una piuttosto che ad un’altra è bene, quindi, prendere informazioni rispetto ai tempi, ai costi e modalità di frequenza dei vari corsi che ogni scuola propone.

Il corso saldatore

I corsi di saldatura possono avere durata variabile, con differenze significative tra uno e l’altro. Nella maggior parte dei casi sono contemplate sia lezioni teoriche che esercitazioni pratiche in laboratorio.

La parte teorica si svolge in aula e comprende fondamenti di metallurgia e tecnologia, così come nozioni riguardanti la sicurezza e l’igiene nelle saldature.

Per ogni saldatore, infatti, è indispensabile conoscere: i rischi specifici di questa mansione ed i pericoli che vi sono in un laboratorio di saldatura; in modo tale che sappiano esattamente come devono approcciarsi al lavoro e quali dispositivi di protezione individuale devono indossare, per non correre rischi inutili.

Non possono poi mancare informazioni tecniche teoriche riguardanti: i processi di saldatura, ed eventuali difetti ed imperfezioni nelle saldature; i controlli distruttivi e non distruttivi sui pezzi saldati; i criteri di accettabilità dei giunti saldati; nonché nozioni sulla lettura e comprensione del patentino di saldatura.

Le lezioni pratiche, invece, si tengono in laboratorio e sono articolate su una serie di dimostrazioni ed esercitazioni a difficoltà crescente, eseguite sotto il controllo e la guida di docenti esperti. Lo scopo è finalizzato alla preparazione ed al superamento dell’esame di certificazione.

Ovviamente, nella scelta di un corso piuttosto che di un altro molto dipende non solo dal risultato e dagli obiettivi che si intende conseguire e dal tipo di specializzazione che si desidera avere alla fine delle lezioni, ma anche dal livello di partenza del singolo allievo e dall’esperienza pregressa che questo ha già nel campo della saldatura.

Esistono corsi di base, altri di specializzazione ed altri ancora di qualificazione, così come corsi finalizzati solo al rinnovo del patentino. I corsi di base sono aperti a tutti, mentre per quelli più avanzati è necessario disporre già di comprovate capacità operative almeno in uno o più processi di saldatura.

Ci sono corsi da 10 e da 20 ore, così come altri da 40, 60, 100, 120 ore o anche più.

Ad esempio, se si desidera ottenere un patentino saldatura TIG si seguirà un corso di specializzazione di 24 ore circa. Queste 24 ore potranno essere in soli 3 giorni, impegnandosi a tempo pieno per 8 ore al giorno, oppure potranno essere “spalmate” su un periodo più lungo.

Come presumibile, anche i costi variano a seconda del tipo di corso e della sua durata.

Se vi state chiedendo se esiste un corso saldatore gratuito, la risposta almeno in parte è affermativa. Da un lato ci sono corsi specifici finanziati da alcune aziende proprio perché finalizzati all’assunzione e dall’altro vi sono corsi dedicati a giovani e disoccupati, spesso finanziati dalla regione o da enti territoriali, che hanno lo scopo di formare operatori qualificati nella saldatura, in grado di inserirsi così nel mondo del lavoro.

Insomma, se desiderate ottenere il patentino di saldatore, dovete innanzitutto capire che tipo di qualifica vi serve, in base al mestiere che pensate di voler fare e poi non vi resta che prendere informazioni in merito a scuole e corsi che si tengono nella vostra zona.